|
|
|
|
Scritto da Presidente
|
|
martedì 15 maggio 2007 |
Da un altro sito ho recuperato questa replica del Sig. Palillo. Il sito del Centro del Mediterraneo non vuole essere un luogo di scontro. Abbiamo pubblicato quanto ci è giunto per informare chi ci legge delle meraviglie artistiche, ancora da scoprire, che la città di Agrigento offre. E' stata anche un'occasione per vedere quanti appassionati amanti della città lavorino alla ricerca di antichi monumenti. Ecco la replica del Sig. Palillo: Egregio
Signor Morici, visto che non rivendico alcuna primogenitura, come ho
già dichiarato all’Ansa- Sicilia, non capisco le accuse gratuite che mi
rivolge, che sono lesive della mia sfera professionale e morale. Per
amore di verità non ritengo corretto esprimere giudizi su persone che
non si conoscono, è un metodo che non condivido. Innanzitutto, come lei
dimostra di non sapere, ma non è una sua colpa, sono i giornalisti che
redigono gli articoli a decidere il titolo, il catenaccio e l’occhiello
del pezzo, cioè quegli elementi che fanno risaltare le notizie, non già
chi invia il contenuto delle informazioni. Come avrà potuto notare non
risulta alcuna mia firma negli articoli apparsi sia sull’Ansa che sui
quotidiani che riportano la tesi sull’esistenza del tempio della
pudicizia, ne mie rivendicazioni di scoperte. Semmai penso di avere
fornito degli elementi utili per gli studiosi come l'analisi delle foto
aeree di quel sito, affinché si arrivi all’accertamento di quella
verità di cui lei ne rivendica la paternità. Io non mi sono mai
autoattribuito titoli accademici, ne ho rivendicato ruoli che non sono
miei. Non mi sono mai definito uno storico, ne ho pretese di avere
competenze in settori in cui non ho maturato studi o esperienze
professionali, quali la storia e l’archeologia. L’esistenza di un
tempio in quella zona, poi, era già stata descritta da alcuni scrittori
del 700, di cui lei non mi pare abbia mai fatto cenno, a dispetto delle
dotte citazioni di cui fa ora sfoggio, ne avrebbe potuto farlo perché
si tratta di testi inediti da me trovati, insieme ad altri amici, dopo
anni di ricerche. Io ho solo scritto che ci sono elementi sufficienti
per pensare all’esistenza di un tempio nella zona sopra il ponte dei
morti, senza rivendicarne la scoperta o toglierla ad altri.
L’attribuzione alla Pudicizia di quel tempio è un aspetto che va
approfondito a parte. D’altronde le scoperte nel settore archeologico
devono trovare conferme negli studi e dagli scavi fatti da esperti del
settore. Le ricordo anche che come giornalista sono tenuto al rispetto
del nostro codice deontologico, in cui credo fermamente, e le assicuro
che, in questi anni, nessuno ha avuto da dire sul mio lavoro, sulla mia
professionalità ne sulla mia dirittura morale. Chiariti questi aspetti,
che per me sono fondamentali più della possibilità di avere notorietà,
di cui posso farne tranquillamente a meno, specie se ottenuta a danno
di altri, per dovere nei confronti di chi legge senza conoscermi, le
ricordo che le sue lamentele vanno rivolte ad altri, cioè a chi non si
adopera perché venga portato alla luce un patrimonio archeologico tra i
più importanti al mondo che ancora si trova in parte nel sottosuolo
della città. Scrivo questa risposta senza volere alimenare polemiche
con lei, perchè il mio intento è quello di dare supporto alla tesi
dell'esistenza del tempio di cui lei, ripeto, rivendica la paternità.
Le auguro, in ogni caso, che le sue segnalazioni fatte nel febbraio del
2006, di cui non conoscevo il contento prima del suo articolo uscito
l’8 gennaio di quest’anno sul Giornale di Sicilia, abbiano il giusto
riconoscimento nelle sedi competenti.
|
|
|
|
|
Statistiche |
|
Visitatori: 76944
|
|
Calendario |
Per conoscere tutte le attività programmate dal Centro del Mediterraneo consulta il calendario
|
|
|