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SOMMARIO: - STRAGE DI CAPACI 23 MAGGIO 1992 - LA VITA NON PUO' ESSERE MESSA AI VOTI - LINKS __________________________________________________ STRAGE DI CAPACI 23 MAGGIO 1992 Giovanni Falcone Francesca Morvillo Rocco Di Cillo Antonio Montinaro Vito Schifani Sono stati barbaramente assassinati nella strage del 23 Maggio 1992 a Capaci. Grazie al Loro sacrificio, si sono risvegliate le coscienze dei siciliani. Eravamo abituati alla mafia, una mafia silenziosa, nell'ombra, visibile non oltre qualche regolamento di conti. Omicidi "chirurgici", senza troppe vittime innocenti. Dopo decenni di presenza mafiosa discreta, anche queste piccole stragi sembravano normali. Non è stato così per l'attentato al giudice Falcone. L'esplosione si è sentita oltre il perimetro fisico di quella zona, ha fatto vibrare le coscienze, che, spinte dall'emozione, hanno detto "NO ALLA MAFIA". Ero piccolo, ma ricordo molto bene le manifestazioni di quei giorni, i funerali delle vittime, l'intervento straziante della vedova di Vito Schifani, ma anche le celebrazioni successive negli anniversari. L'indignazione è aumentata dopo l'attentato di via D'Amelio al giudice Paolo Borsellino. Quella Sicilia, la Sicilia del "dopo stragi", è lontana non solo 13 anni, ma anche culturalmente. Si è spenta la capacità di reazione, di lotta; di cultura della legalità non si sente parlare più. Forse la mafia non c'è più? No, esiste ancora, ma ha capito i propri errori, è tornata nel silenzio. Questo non significa che non esiste. Ripartiamo dunque dalla cultura della legalità. Che non è un'utopia per la Sicilia, un ideale di società che i siciliani non potranno mai avere. L'avremo in proporzione al nostro impegno, dal lavoro che si fa nelle scuole, non solo per onorare le vittime della lotta alla mafia, per non rendere inutile il loro sacrificio, ma perchè vogliamo realmente esseri liberi da questo cancro. Il fenomeno mafioso non si può sconfiggere in poco tempo perchè di cultura mafiosa è impregnata la società. Servono generazioni di uomini e donne cresciuti alla scuola della legalità per poter dire che il fenomeno mafioso è marginale nel tessuto culturale siciliano. E' tempo di cominciare, anzi ricominciare, a parlare di mafia. Giovanni Nocera
LA VITA NON PUO' ESSERE MESSA AI VOTI La vita non può essere messa ai voti. E' lo slogan della campagna referendaria del Comitato Scienza & vita che punta a far fallire il referedum del prossimo giugno che l'Associazione a deciso di sostenere. I referendum non chiedono solo l'abrogazione di alcuni articoli della legge 40/2004 sulla fecondazione artificiale, ma mettono in gioco anche il primigenio diritto alla vita di ogni uomo ed il principio di eguaglianza tra tutti gli esseri umani. La legge dopo pochi mesi di applicazione è già sotto il tiro di quattro referendum che la vorrebbero stravolgere facendo nuovamente cadere l’Italia nel far west procreatico, un disordine che la scienza è la prima a non volere. Il Comitato Scienza & vita si è costituito per difendere questa legge e quegli elementi di giustizia, eguaglianza, rispetto dei diritti fondamentali di ogni essere umano. Considerata la portata sociale di questo referendum anche l'Associazione culturale Centro del Mediterraneo sostiene la campagna per l'ASTENSIONE. Per approfondire l'argomento vi invitiamo leggere il depliant allegato e consultare il sito del Comitato Scienza & vita. Da qui potete scaricare una presentazione che illustra i quesiti referendari reperibile tra i Documenti nel sito dell'Associazione. Per un maggiore approfondimento:
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